Ribona Maceratino

Il vitigno che parla marchigiano, anzi maceratese

Quando di parla di Ribona delle Marche ci si riferisce ad un vitigno antichissimo con alle spalle una tradizione tramandata nei secoli. La coltivazione della vite nelle Marche risale al VIII secolo avanti Cristo ossia circa seicento anni prima della dominazione di Roma.

Questa uva, conosciuta ai più come Maceratino, perché legata al territorio di Macerata, ha avuto in passato anche diversi sinonimi (montecchiese, uva stretta, greco maceratino, verdicchio marino, leggi qui) e rientra molto probabilmente nel gruppo dei Greci, antichi vitigni importati in Italia dai primi coloni della Magna Grecia.

Studi recenti più approfonditi e certi sulla Ribona, la hanno identificata come DNA a sé. Sotto un profilo cromosomico hanno collocato questo vitigno molto vicino al Verdicchio, e più alla lontana ad una forma di quelle latitudini di Trebbiano.

Fortunatamente il periodo di emarginazione dei vitigni locali minori che negli anni 70 arricchivano gli uvaggi più produttivi e facili da vinificare, è stato superato, e nelle Marche oggi si conta la presenza di ceppi centenari in molti vigneti. Le uve di Ribona Maceratino ne sono un esempio, ma restano ancora molto rare poiché coltivate in poco più di 170 ettari in tutta la regione e nella sola provincia di Macerata. Se ai benefici di un microclima più temperato e ad un terroir in cui cresce più favorevole, si somma il coraggio di tutti quei viticoltori che hanno creduto al recupero di questo vitigno autoctono e molto antico, la Ribona, tra i numerosi vini delle Marche che segnano in maniera inconfondibile la qualità come verdicchio e pecorino, sta conquistando posizioni di rilievo. In virtù delle sue peculiarità organolettiche e della sua longevità, la Ribona dimostra un’ottima capacità di far evolvere i suoi vini ed è pronta a confrontarsi con il suo rivale storico per antonomasia, il Verdicchio.

Il riconoscimento della denominazione di origine controllata «Colli Maceratesi» Ribona è arrivata solamente negli anni 2000 dopo diverse sperimentazioni e una lunga serie di analisi sensoriali portate avanti con pazienza e dedizione dai vari viticoltori del territorio maceratese con lo scopo condiviso di migliorare ulteriormente la denominazione iniziale Colli Maceratesi DOC e dare valore a questo antico vitigno a bacca bianca che lega fortemente storia, cultura e qualità organolettiche.

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Azienda Agraria Fratelli Capinera s.s. – Morrovalle
Azienda Agroforestale Fontezoppa di Piero Luzi & C. saas – Civitanova Marche
Az. Agricola Boccadigabbia – Civitanova Marche
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Az. Agricola Santori Mara – Monte San Giusto
Az. Agricola La Quercia Scarlatta di Pagliotti Claudia – Monte San Giusto
Fattoria Forano di Lucangeli Giovanni Battista – Appignano
Murola Srl – Urbisaglia
Podere Sabbioni di Imac Società Agricola Srl – Corridonia
Santa Cassella Società Agricola – Potenza Picena
Saputi Srl – Loro Piceno
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